Economia e lavoro

Bilancio in chiaroscuro per Boncuri: 10mila ospiti, trasporti e mensa da migliorare

giovedì 5 settembre 2019

Questi gli esiti del tavolo permanente del lavoro stagionale in agricoltura convocato oggi in Prefettura.

Il villaggio di accoglienza dei lavoratori stagionali di Boncuri resterà aperto fino al 15 settembre. Lo ha stabilito il tavolo provinciale permanente sul lavoro stagionale in agricoltura, convocato oggi pomeriggio dal prefetto Maria Teresa Cucinotta. L’incontro è servito anche per fare il punto sull’attività svolta nel 2019 dal sistema dell’accoglienza dei lavoratori migranti presso il villaggio. Gli 80 lavoratori attualmente ospiti del villaggio potranno restare altri 10 giorni. Tra loro solo 29 lavoratori vantano un contratto ancora in corso. Gli altri 51 si dividono tra chi è iscritto alle liste speciali per l’agricoltura e chi aspetta ancora l’ultima retribuzione per il lavoro svolto. Dal 16 settembre, aziende e Caritas si stanno mobilitando per trovare abitazioni private, sfruttando anche le risorse del bando di cassa Amica dedicato all’affitto di abitazioni durante la stagione di raccolta: chi ha regolare contratto di lavoro e di affitto può infatti ricevere un contributo di 10 euro al giorno.

Il giudizio di Monica Accogli, segretario generale della Flai Cgil Lecce, sull’attività svolta nel 2019 è complessivamente positivo: “Il Tavolo provinciale, composto da istituzioni associazioni datoriali e sindacali e del Terzo Settore, anche quest’anno ha dato un contributo importante per rendere dignitoso il soggiorno dei braccianti stranieri nelle campagne di Nardò durante la stagione di raccolta -dice la sindacalista. Gli sforzi compiuti sotto la regìa della Prefettura procedono tutti verso un progressivo miglioramento della condizione dei lavoratori e perseguono attivamente la lotta al caporalato. Per la prima volta, ad esempio, è stato attivato il servizio mensa e tra mille difficoltà, ma con scarsi risultati, si sta operando per sottrarre ai caporali anche la gestione del mercato del lavoro e dei trasporti. In tal senso occorre probabilmente un maggiore sforzo della Regione”.

Complessivamente il villaggio ha offerto nel 2019 ben 10mila pernottamenti. A tanto ammonta infatti la somma delle presenze registrate quotidianamente all’interno del campo. Un numero importante, al quale però fanno da contraltare notizie sconfortanti sulla gestione e l’offerta dei servizi tradizionalmente in mano ai caporali: trasporti, mensa e mercato del lavoro.

La Regione Puglia, aveva lanciato due bandi per il trasporto: uno per il noleggio biciclette e l’altro per il noleggio pullman. Bandi con manifestazione di interesse che non hanno sortito effetti. Quello sul noleggio pullman è andato deserto, mentre la manifestazione di interesse presentata per il noleggio biciclette è stata poi ritirata. “Anche quest’anno dobbiamo lamentare la completa assenza del servizio -spiega Accogli - una situazione aggravata dalla presenza di alcuni soggetti che presidiavano il campo con auto e furgoncini privati: il che ci fa pensare che il servizio trasporti non sia stato sottratto ai caporali”.

La Regione aveva predisposto anche un bando per il servizio mensa in modo da garantire a costo zero i pasti agli ospiti del villaggio di accoglienza. Il servizio nonostante la proroga dell’apertura del campo fino al 15 settembre, si è chiuso come previsto il 31 agosto. Secondo i dati forniti dalla Caritas solo il 58% degli ospiti presenti ha usufruito del servizio. “È un risultato -sottolinea Accogli- che va sicuramente migliorato nei prossimi anni. Dobbiamo recuperare il 42% di persone e convincerli a cogliere l’opportunità che viene offerta. Purtroppo è emerso come nelle immediate vicinanze del campo venisse offerto un servizio mensa ‘alternativo’, che probabilmente andava denunciato per tempo. C’è anche da dire che molti lavoratori saltavano il pranzo perché impegnati in altri territori. Di sicuro il servizio, attivato quest’anno per la prima volta, è importante e va meglio valorizzato”.

Appena 70 lavoratori hanno scelto di iscriversi nelle liste speciali di prenotazione per l’agricoltura presso i Centri per l’Impiego. Anche la gestione del mercato del lavoro, nonostante la presenza settimanale del personale del Cpi presso il villaggio, non ha sortito gli effetti sperati: “Forse è mancata la giusta comunicazione -conclude il segretario generale della Flai Cgil- ma di sicuro ha influito anche la partenza in ritardo del servizio. Le liste restano il principale strumento per monitorare il fenomeno del lavoro stagionale e quindi fornire informazioni anche sul caporalato. La recente attivazione della sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità fornirà sicuramente gli strumenti per superare questa situazione”.

 

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